Un progetto con ETH Zurigo
Non viviamo un pensiero “a prova di futuro” e l’innovazione solo attraverso i nostri materiali da costruzione. Con piacere trasmettiamo la nostra competenza ed esperienza con la canapa come materia prima in generale e, in particolare, con i nostri blocchi di calce e canapa, non solo nelle consulenze per il vostro cantiere. Nel corso degli anni, lo stabilimento di produzione di blocchi Schönthaler e Schönthaler Baustoffe hanno sostenuto e realizzato una serie di progetti che spaziano dalla costruzione economica e modulare nei paesi in via di sviluppo, a abitazioni amiche delle api per la tutela delle specie, fino a grandi collaborazioni di ricerca con istituzioni e partner sia nazionali che internazionali. Qui vi presentiamo una selezione; contattateci volentieri se siete interessati a una collaborazione simile!
Nell’ambito del progetto UE InRenova, coordinato da Eurac Research, collaboriamo con istituti di ricerca e aziende per sviluppare e testare soluzioni sostenibili per la riqualificazione energetica degli edifici esistenti. Il focus è in particolare sugli isolamenti delle pareti interne, che nel settore delle ristrutturazioni sono spesso considerati problematici, sia dal punto di vista della fisica delle costruzioni, sia economico, sia ecologico.
InRenova vuole contribuire a sfatare alcuni pregiudizi diffusi:
che le ristrutturazioni siano più costose della demolizione e nuova costruzione
che gli isolamenti interni delle pareti causino inevitabilmente problemi di umidità
e che i materiali ecologici, in questo contesto, non siano abbastanza performanti
Al contrario, i risultati finora ottenuti dal progetto mostrano che ristrutturare è più conveniente e sostenibile a lungo termine quando pianificazione, esecuzione e scelta dei materiali sono ben coordinati.
Il nostro contributo al progetto consiste nel mettere a disposizione le nostre pluriennali esperienze e referenze e nel testare il sistema di isolamento in pietra di canapa, che si distingue per le seguenti caratteristiche:
Traspirante e senza membrane: regola l’umidità e garantisce una funzionalità duratura
Senza cemento e CO₂-negativo: contribuisce alla decarbonizzazione del settore edilizio
Adatto a intonaci interni massivi e “respiranti” (es. calce o argilla), che migliorano ulteriormente il clima interno
Riciclabile e privo di materiali problematici
Ulteriori informazioni sul progetto InRenova (Eurac Research)
La produzione meccanizzata e automatizzata nei paesi industrializzati, per rimanere competitiva a livello di prezzo, appare nella maggior parte dei paesi in via di sviluppo in modo opposto. Qui ci sono pochi mezzi di produzione costosi, ma persone motivate e desiderose di lavorare in gran numero. Inoltre, il tema dell’abitazione e del rifugio come bisogno fondamentale è molto più importante rispetto ai paesi industrializzati. Ed è qui che interviene TwistBlocks, un progetto di Oliver von Malm (Start Somewhere). Una versione adattata della nostra pietra di canapa, che può essere prodotta e utilizzata localmente in Kenya e che, grazie alla forma modulare che ricorda i famosi giocattoli a incastro, è ancora più facile da maneggiare. Anche qui si preferiscono gli scarti di canapa, che in molti paesi africani sono disponibili ovunque come sottoprodotto, ma a seconda delle condizioni locali possono essere adatti anche gusci di riso o altri residui agricoli.
Anche in altri paesi, con il supporto di ONG locali e internazionali, ci impegniamo a creare il maggior numero possibile di produzioni locali e anche di abitazioni, per offrire alle persone autonomia, conoscenze e un luogo dignitoso in cui vivere e crescere. In piccoli team, con relativamente poco sforzo, si può ottenere molto.
Un progetto con ETH Zurigo
La convivenza tra uomo e ape viene spesso celebrata come una perfetta simbiosi tra essere umano e animale. La specie dell’ape mellifera esiste da circa 30 milioni di anni, mentre l’apicoltura intensiva, ottimizzata per un rendimento sempre maggiore di miele, esiste da circa 200 anni, con l’invenzione dei telaini mobili in legno, che permettono di smontare la colonia senza distruggere la struttura del nido. Un tema molto discusso negli ultimi anni è e rimane la varroa, considerata da molti il fattore principale del declino della popolazione di api mellifere. Gli apicoltori cercano di combattere questo parassita con tutti i mezzi, spesso con trattamenti complessi a base di acido formico.
Tuttavia, le ricerche più recenti mostrano che le api sono in grado di gestire l’infestazione da varroa anche da sole, se vengono messe nelle condizioni e nella tranquillità per farlo. Nei milioni di anni della loro esistenza, l’ape mellifera si è sempre adattata ai cambiamenti ambientali, ma la raccolta del miele, le condizioni di allevamento sfavorevoli (di cui parleremo più avanti) e i trattamenti continui contro i parassiti causano uno stress tale nell’alveare da far sì che le api concentrino le loro energie sulla semplice sopravvivenza.
Per questo, nel progetto Beefriendly Homes dell’ETH di Zurigo, il nostro obiettivo dichiarato è creare arnie che permettano alle api mellifere di svilupparsi e adattarsi autonomamente e in modo naturale alle condizioni ambientali. Con un’apicoltura intensiva, paragonabile alle grandi stalle per bovini da latte, questo cambiamento non è attualmente possibile. Sono necessarie abitazioni adatte alla specie dell’ape mellifera. I requisiti fondamentali per queste sono:
Volume interno di circa 30 litri (corrispondente alla dimensione delle cavità degli alberi in natura): grazie al volume ridotto si favorisce l’istinto di sciamatura, promuovendo una riproduzione naturale e quindi una maggiore diversità genetica. Le arnie comuni per apicoltura hanno un volume fino a 140 litri, dalle quali vengono rimosse le celle reali con le giovani regine; la colonia non sciamerà e cresce costantemente per produrre sempre più miele.
Ben isolata e regolatrice dell’umidità: la maggior parte delle arnie per api mellifere sono realizzate con pannelli di legno o polistirolo, che isolano poco e non permettono lo scambio di umidità.
Posizionamento a circa 3 metri di altezza (idealmente su un albero): questo protegge dall’umidità del suolo, riduce le interferenze di altri animali e previene anche attacchi con punture di miele agli esseri umani. Gli apicoltori spesso collocano le arnie a livello del suolo per facilitare la gestione e spesso in luoghi esposti come i tetti piani. Questo offre poca protezione alle api e causa forti escursioni termiche, che le api devono compensare con stress inutile (l’alveare necessita di una temperatura costante di 35°C per funzionare in modo ottimale). Qui un materiale con effetto termoregolatore risulta vantaggioso.
Approccio naturale: come le casette nido per uccelli selvatici, le abitazioni devono offrire spazio e opportunità perché le api possano insediarsi autonomamente e organizzarsi secondo i propri bisogni, senza strutture predefinite all’interno. Questo ha anche il vantaggio che chi vuole sostenere le api non deve fare nulla né avere conoscenze apistiche, perché le api si organizzano e si nutrono da sole.
Al momento, presso l’ETH di Zurigo si sta lavorando per sviluppare abitazioni per api il più possibile naturali, secondo i requisiti sopra elencati. Sono stati elaborati diversi concetti, misurati scientificamente per quanto riguarda il comportamento termico e igrometrico e confrontati con arnie commerciali e cavità naturali degli alberi. Tra i prototipi testati vi sono, ad esempio, arnie tonde in legno a pareti spesse, arnie in paglia colonizzate da micelio e abitazioni tonde realizzate con blocchi di calce e canapa (sviluppate da Daniel Boschung, ETH Zurigo, e Werner Schönthaler). Il nostro blocco di calce e canapa Schönthaler soddisfa perfettamente i requisiti sopra descritti e siamo orgogliosi di poter contribuire in modo significativo alla protezione delle api mellifere!
A proposito: oltre a questo progetto, con l’ETH di Zurigo ci lega anche una collaborazione di ricerca pluriennale:
Il progetto di ricerca Tiny FOP MOB (piccolo FOrschungs- und Praxis-MOBil) è un progetto edilizio, un'iniziativa formativa e di ricerca tutto in uno. Stimola le persone a riflettere sulla sostenibilità nel settore edile e oltre, fornendo esempi concreti e chiari di attuazione. Il progetto, finanziato dal Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) 2014-2020, comprendeva la progettazione, la costruzione e l'utilizzo effettivo di un laboratorio reale a emissioni negative di CO2 su ruote: una nuova forma di cooperazione tra ricerca e società. Esso mostra chiaramente come il settore edile possa contribuire a un uso sostenibile delle risorse ambientali grazie all'utilizzo di una nuova combinazione di legno, canapa e carbone. Nell'ambito della ricerca sono state testate e costruite pareti prefabbricate riempite con calce di canapa e diverse varianti. Pareti prefabbricate riempite con mattoni di canapa sulla base delle certificazioni e delle omologazioni già esistenti e pareti prefabbricate riempite con calce di canapa del nostro impianto di produzione di solai prefabbricati in calcestruzzo.
Sono stati e continuano ad essere creati collegamenti tra centro e periferia, tra scienza e artigianato, tra pratica e teoria. Il laboratorio reale ha fatto tappa in cinque comuni pilota della Val Venosta in Alto Adige per trovare insieme soluzioni sostenibili per il futuro. Oltre alla visita al laboratorio mobile, sono stati organizzati workshop, tavole rotonde aperte, conferenze di esperti e altre iniziative. Il grande successo riscosso dal progetto tra la popolazione locale, ma anche tra le aziende interessate, dimostra chiaramente che l'edilizia sostenibile e la responsabilità socio-ecologica continuano ad essere temi scottanti, ai quali occorre prestare attenzione e trovare soluzioni concrete.
Lavoro pionieristico con pareti prefabbricate in calce e canapa
Nell’ottobre 2018 è stato per noi un enorme onore poter dare il benvenuto a Rainer Nowotny di persona.
La sua visita è stata l’innesco di un progetto molto speciale: in stretta collaborazione con l’azienda Uckermark abbiamo realizzato per lui pareti prefabbricate in calce e canapa. L’idea di base
era la costruzione rapida e seriale di edifici industriali e a più piani.
L’idea e lo sviluppo sono stati di Uckermark – noi abbiamo testato e prodotto i componenti.
Abbiamo colato la miscela di calce e canapa in telai di legno e utilizzato la nostra linea di produzione per solai prefabbricati. In questo modo l’efficienza produttiva è stata ottimizzata al
massimo.
Questa combinazione di costruzione tradizionale in legno, calce e canapa all’avanguardia e precisione industriale è stata una pietra miliare e ha posto le basi per gli elementi prefabbricati in
calce e canapa che offriamo oggi.
Ulteriori informazioni:
https://hanffaser.de/hanf-fabrik-um/hanf-ziele